Once Upon a Time… Yves Saint Laurent

Oggi, per la rubrica di Once up a time, parliamo di un altro stilista che fatto la storia della moda. Parlo di Yves Saint Laurent, un uomo che da solo è riuscito a cambiare per sempre il mondo della moda.

Yves Saint Laurent nasce il primo agosto nel 1936 a Orano, nell’Algeria francese. Sin dalla più tenera età ha dimostrato una passione e un talento nel campo della moda: prima creando bambole di carta e poi disegnando vestiti per la madre e le due sorelle, Michelle e Brigitte. La magia Saint Laurent ha inizio all’età di 18 anni, quando decise di trasferirsi a Parigi, dove entrò nella Chambre Syndicale de la Haute Couture: i suoi disegni lasciarono tutti senza parole, tanto che Michel De Brunhoff, editore di French Vogue, presentò il giovanissimo Yves al designer Christian Dior. Qui inizia la storia della grande moda di Yves Saint Laurent.

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Yves imparò moltissimo durante il suo lavoro alla maison Dior: dal grande maestro Christian apprese l’arte dell’eleganza, della raffinatezza, dello stile, con quel pizzico di estro creativo che gli permise di osare molto nel suo lavoro. Lavorò a lungo al fianco di Christian Dior e alla sua morte, avvenuta nel 1957 per infarto quando si trovava a Montecatini, divenne il direttore creativo del marchio di moda parigino. Furono anni davvero molto intensi, creativi, durante i quali Yves Saint Laurent ci ha regalato look da sogno.

All’apice del successo (1960), Yves venne chiamato alle armi, per la guerra di indipendenza in Algeria, ma la sua leva militare durò solo 20 giorni: a causa dello stress da nonnismo, venne ricoverato in un ospedale militare e qui gli diedero la notizia che la maison Dior lo aveva licenziato. Lo choc aggravò il suo stato e venne anche sottoposto a cure psichiatriche con elettroshock, sedativi e psicofarmaci. Secondo lo stilista, proprio qui sono nati i suoi problemi mentali e la sua dipendenza dalle droghe.

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Nel novembre del 1960 Yves Saint Laurent venne dimesso dall’ospedale e decise di citare in giudizio Dior, perché non aveva rispettato i termini contrattuali. Lo stilista vinse la causa e riuscì ad aprire, insieme al compagno e socio Pierre Bergé, l’omonima casa di moda: nacque così la maison di moda francese Yves Saint Laurent che lo stilista porterà avanti con stile ed eleganza fino alla sua morte, prima solo con collezioni di Alta Moda e poi anche con una collezione di moda pret-a-porter nel 1966.

Negli anni sessanta e settanta è stata una delle case di moda più apprezzate del mondo. Nel 1980 il Metropolitan Museum di New York gli dedicò una mostra: Yves Saint Laurent è stato il primo stilista ad avere questo onore in vita. Tutto merito del suo stile, unico al mondo: Yves Saint Laurent è riuscito, come solo Coco Chanel è riuscita a fare, a creare collezioni senza tempo, elegantissime. Fu il primo a capire che l’alta moda doveva ispirarsi alla strada, alla realtà e che non doveva essere un mondo chiuso, un universo a parte distante dalla gente.

Curiosità su Yves Saint Laurent? Eccovene qualcuna!
Insieme al compagno di vita e di lavoro Pierre Bergé ha raccolto in più di 50 anni una collezione composta da più di 730 opere d’arte, con quadri di Picasso, Matisse, Goya e molto altro. Dopo la morte dello stilista, avvenuta il primo giugno del 2008 per un tumore, il compagno decise di mettere all’asta tutta la collezione, che venne venduta nel 2009. Parte degli incassi è stata utilizzata per la ricerca sull’AIDS.

Amava molto il teatro e la letteratura: era un grande estimatore di Marcel Proust.

Nel 2010 Pierre Thoretton ha diretto il docu-film L’amour fou, che racconta la bellissima storia d’amore tra Yves e Pierre Bergé.

L’abito a trapezio è una sua invenzione: venne mostrato per la prima volta nella collezione del 1958 di Dior.

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Lo stile Yves ha scritto la storia della moda, ma quali sono gli abiti che hanno fatto storia?
Lo stile di Saint Laurent è perfettamente al passo coi tempi: elegante ma con quel frisson che dona un’allure tanto sofisticata quanto originale. La sua creatività è paragonabile a una spugna: quello che vede lo interpreta con originalità, esplorando nuove strade.

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La sua grande capacità di previsione la troviamo, forse, in uno dei suoi “insuccessi”, quando nel 1971 decide di presentare una collezione couture ispirata al guardaroba della sua amica Paloma Picasso, fatto per lo più di capi compranti al mercato delle pulci. In passerella sfilano abiti corti con profondo scollo a “V”, tailleur, zeppe e turbanti, abbinati a un trucco importante. La stampa e le clienti sono scioccate perché si trovano in passerella un chiaro riferimento alla moda anni Trenta e Quaranta, periodo che tutti volevano dimenticare. Con il senno di poi, questo sua retrospettiva storica, segnò il primo passo per lo stile retrò, che oggi trova consenso (e riflesso) anche tra le più giovani generazioni.

Betty Catroux, per affinità e gusto, era solita chiamarsi “la sorella di Yves”: alta, bionda e androgina, lo stesso anno che la incontrò, disegnò il primo (e celebre) smoking da donna. Il modello divenne ancora più famoso quando Bianca Jagger lo indossò in versione white.
Loulou de La Falaise aveva, invece, uno charme più bohémien e lavorò più anni al suo fianco, portandolo a riscoprire il colore e disegnando gioielli per la maison fino al 2002.
Per Catherine Deneuve, icona della moda francese così come della femminilità, disegnò il trench vinilico che indossò nella pellicola Belle de Jour, mentre Laetitia Casta, ultima grande musa, sfilò per lui vestita solo di rose per la collezione Primavera Estate 1999, ricordando l’abito da sposa bikini del 1968.

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21 risposte a "Once Upon a Time… Yves Saint Laurent"

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