Martedì Libri Gialli: Patricia Cornwell

Altra autrice che mi piace molto è Patricia Cornwell. Essendo una lettrice oltre che compulsiva, anche collezionista, ho cominciato dal primo libri e piano piano sto andando avanti.

Dopo avervi parlato di Elizabeth George, di cui ho parlato sta mattina in pagina in quanto sto leggendo un suo libro, vi voglio parlare di un’altra delle mia autrici preferite, di cui non mancano i libri nella mia libreria.  Come vi ho anticipato, di un’autrice leggo tutto, in ordine cronologico. Qui di seguito vi elenco le uscite di Patricia Cornwell della serie di Kay Scarpetta.

Postmortem (Postmortem, 1990 – Mondadori, 1994)
Oggetti di reato (Body of Evidence, 1991 – Mondadori, 1992)
Quel che rimane (All That Remains, 1992 – Mondadori, 1993)
Insolito e crudele (Cruel and Unusual, 1993 – Mondadori, 1995)
La fabbrica dei corpi (The Body Farm, 1994 – Mondadori, 1996)
Il cimitero dei senza nome (From Potter’s Field, 1995 – Mondadori, 1997)
Causa di morte (Cause of Death, 1996 – Mondadori, 1998)
Morte innaturale (Unnatural Exposure, 1997 – Mondadori, 1998)
Punto di origine (Point of Origin, 1998 – Mondadori, 1999)
Cadavere non identificato (Black Notice, 1999 – Mondadori, 2000)
L’ultimo distretto (The Last Precinct, 2000 – Mondadori, 2001)
Calliphora (Blow Fly, 2003 – Mondadori, 2003)
La traccia (Trace, 2004 – Mondadori, 2005)
Predatore (Predator, 2005 – Mondadori, 2006)
Il libro dei morti (Book of the Dead, 2007 – Mondadori, 2007)
Kay Scarpetta (Scarpetta, 2008 – Mondadori, 2009)
Il fattore Scarpetta (The Scarpetta Factor, 2009 – Mondadori, 2010)
Autopsia virtuale (Port Mortuary, 2010 – Mondadori, 2011)
Nebbia rossa (Red Mist, 2011 – Mondadori, 2012)
Letto di ossa (The Bone Bed, 2012 – Mondadori, 2013)
Polvere (Dust, 2013 – Mondadori, 2014)
Carne e sangue (Flesh and Blood, 2014 – Mondadori, 2014)
Cuore depravato (Depraved heart, 2015 – Mondadori, 2015)
Caos (Chaos, 2016 – Mondadori, 2016)

P. Corwell

L’infanzia della Cornwell non è fra le più facili e felici: quando la futura scrittrice ha solo cinque anni suo padre abbandona la famiglia (nel giorno di Natale) per andare a vivere con la segretaria e la figura di questo genitore assente e freddo condizionerà a lungo Patricia.
Anni di attesa per un singolo cenno, una lettera o una cartolina da parte del padre si concludono, più in là, con una scena che l’autrice ha raccontato in più occasioni: visitato sul letto di morte, il padre abbraccia il figlio ma riserva alla figlia solo una fredda domanda su come stia andando il lavoro.

Patricia-Cornwell

I problemi continuano con un trasloco dalla Florida alla Carolina del Nord e seguente esaurimento nervoso e depressione della madre che, come l’ex-marito, abbandonerà i figli per cercare di curarsi. Segue un periodo difficile in una casa adottiva, durante il quale viene anche aggredita da un uomo: suo fratello interviene in tempo ma l’evento segnerà Patricia a lungo.
Anche in seguito a questi eventi la ragazza svilupperà uno stato di anoressia che la costringerà, all’età di diciotto anni, a un ricovero nello stesso ospedale psichiatrico dove era stata ricoverata la madre.

 

Patricia Cornwell comincia a vedere la luce in fondo al tunnel con l’iscrizione e conseguente laurea con lode in Letteratura Inglese (1979) al Davidson College, dove trova anche marito: è Charles L. Cornwell, di 17 anni più vecchio di lei, dal quale divorzierà nel 1989.
Dopo la laurea la donna si concentra sulla propria carriera: comincia a lavorare nel Charlotte Observer, dove arriva presto alla cronaca nera, e il suo interesse per polizia e indagini è tale che impara a sparare e collabora con alcune ronde notturne. Trasferitasi in Virginia per seguire il marito, comincia a lavorare al Virginia Chief Medical Examiner, prima alla stesura di testi tecnici e quindi in qualità di analista informatico. L’esperienza è fondamentale perché durante questo periodo, in seguito a vari rifiuti di suoi precedenti romanzi, troverà l’ispirazione per scrivere Postmortem.

 

Io ho letto, per l’appunto, Postmortem, Oggetti di reato, Quel che rimane, Insolito e crudele e La fabbrica dei corpi.  La trama di quest’ultimo libro è presto fatta: A Black Mountain, una cittadina di settemila anime del North Carolina, viene ritrovato il corpo seviziato di Emily Steiner, una ragazzina undicenne. La dottoressa Scarpetta, leggendo il dossier, intuisce dal modus operandi dell’assassino che possa trattarsi di Temple Gault, il serial killer che ha lasciato alle sue spalle una lunga serie di vittime brutalmente mutilate.
Ad occuparsi del caso, insieme a Kay, ci sono il capitano Pete Marino e il capo del VICAP Benton Wesley. Ritrovatisi a Quantico, incontrano gli investigatori Max Ferguson, dell’Ufficio investigativo di stato di Asheville e Hershel Mote, della polizia di Black Mountain, che dovranno collaborare con loro per catturare Gault. 
Proprio durante questa sua visita a Quantico, Kay scopre che sua nipote Lucy collabora con l’ERF, una struttura di ricerca voluta espressamente dal Bureau, e che si occupa di un sistema informatico in grado di catalogare le impronte digitali e le prove relative ai crimini violenti, e quindi di estremo supporto nelle indagini quando ci si trova di fronte a killer spietati del calibro di Temple Gault. 
Non appena danno inizio alle indagini, il caso appare subito singolare: l’agente Ferguson viene ritrovato morto nella sua casa, con indosso dell’intimo da donna e tutto fa pensare a un terribile incidente. Tale ipotesi è presto scartata quando, all’interno del suo congelatore sono rinvenute alcune parti del corpo di Emily. 
Le piste da seguire sono tante se non ci si vuole fermare alle apparenze, ma le normali indagini investigative non portano a nessuna conclusione. L’unica soluzione sembra quella di affidarsi alla “fabbrica dei corpi”, un istituto scientifico che studia la decomposizione dei cadaveri. n questo thriller ritroviamo l’astuto killer scampato all’arresto in “Insolito e crudele”, il precedente romanzo della serie dedicata alla dottoressa Scarpetta. Kay si trova anche a dover affrontare situazioni che la coinvolgono sentimentalmente, oltre al problema che investe la carriera della nipote Lucy, la quale rischia di dover dire addio al suo sogno chiamato ERF. La trama è piena e investe il lettore fin dalle prime righe, lasciandolo solo alla fine. Il ritmo è incalzante, anche quando i riflettori si staccano dall’omicidio; le parole non perdono peso e non cessa l’ansia di conoscere il finale.

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Dopo questo libro, dicono che Patricia Cornwell tende a ripetersi. Non lo so. Lo vedrò appena acquisterò l’altro.
E voi? Ne siete appassionate? Leggete questa autrice? Quale romanzo vi piace di più?

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