I viaggi di Alice e del Cappellaio: La Rocca di Angera

Quale bambina non desidera vedere un castello e fantasticare di essere una principessa? Devo dire che, soprattutto quando faccio i viaggi con mia figlia, mi sento Alice. Oltre al Cappellaio (altrimenti si offende, sapete, è la persona più permalosa che io conosca).

Il nostro viaggio, quindi, parte da una frase tipo “Mamma, voglio visitare un castello. Un castello vero!”
Io e mio marito ci siamo guardati e pensando e ripensando abbiamo scelto Angera. Sapete dove si trova? No? Ve lo spiego subito.

Beatrice-Rocca-di-Angera

Angera è una città in provincia di Varese, in Lombardia. Il comune si trova sulla sponda sud-orientale del Lago Maggiore. E noi abbiamo la fortuna di viverci a poca distanza, così si è scelta una domenica di inizio estate di fare visita al suo castello.
Il castello si erge su uno sperone di roccia, che domina la sponda meridionale del Lago Maggiore. Tanto che quando si arriva all’ingresso, la prima cosa di cui si gode è la vista.
E’ in posizione strategica: si trova di fronte alla Rocca di Arona, ed è stato studiato per il controllo dei traffici. La vista è meravigliosa, se è anche una bella giornata, come per fortuna è capitato a noi, si vede l’altra sponda del Lago.

Giardino-Rocca-di-Angera

Il castello in origine non aveva la struttura che ad oggi conosciamo, in quanto sono state aggiunte delle ale dai Borromeo in seguito all’acquisto del castello.
Esso fu di proprietà della casata dei Visconti, originaria del Verbano, e nel 1449 fu, come prima vi ho accennato, acquistata dai Borromeo, cui ancora oggi appartiene.
Camminare in mezzo a quelle sale, così ben tenuti (il castello di Angera è uno di quelli più ben tenuti in Italia), che sembrava di tonare indietro nel tempo, potendo toccare con mano tavoli su cui persone di altre epoche avevano appoggiato le loro mani.

Sala-Rocca-di-Angera

 

La sala più importante del castello è la Sala di Giustizia, che ospita il ciclo di affreschi realizzato nel XIII secolo da un anonimo maestro. La rappresentazione che troviamo sulle pareti narra vicende legate alla vita dell’arcivescovo Ottone Visconti ed in particolare illustra la sua vittoria sui Torriani nella battaglia di Desio nel 1277.

Ala-Rocca-di-Angera-Sala-della-GiustiaziaEsterno-Rocca-di Angera

Assolutamente da visitare è il giardino al suo esterno. E’ stato presentato il progetto sulla rappresentazione e sul ripristino dei giardini medievali e per far ciò è stato condotto uno studio meticoloso sui codici e sui documenti dell’epoca che hanno portato prima alla mostra temporanea su tre principali tipologie di giardini; Il Giardino dei Principi, Il Verziere e Il Giardino delle erba piccole. Vi posso assicurare che è un’emozione unica passeggiare in quei giardini. L’immaginazione prende il via , ti sembra di essere una dama di quel tempo.

Ma la particolarità di questo castello è il museo al suo interno, che se non ti fa sentire una dama medievale, sicuramente ti fa tornare bambina: Il Museo della Bambola e del Giocattolo.
Premetto che mi hanno sempre generato dell’inquietudine questo genere i bambole. Mia mamma ne aveva di ogni genere e tipo e le ho sempre mal sopportate. Ma mia figlia (Beatrice) invece correva da una parte all’altra facendo foto e rimanendo a bocca aperta. Il Museo è nato nel 1988 dalla principessa Bona Borromeo Arese, ed espone oltre mille bambole realizzate dal Diciottesimo secolo fino ad oggi, nei materiali tra i più noti e diffusi appartenenti alla tradizione antica: legno, cera, cartapesta, porcellana, biscuit, composizione, tessuto.
Vista la qualità e la varietà, oltre che la rarità della collezione, questo Museo si colloca tra i più importanti d’Europa in questo settore. L’esposizione si sviluppa attraverso dodici sale a cui sono state affiancate sezioni monotematiche separate: una dedicata alle bambole e ai giocattoli provenienti da culture extra europee, l’altra, alla collezione del Petit Musée du Costume di Tours, raccolta da Giséle Pesché, consistente in una straordinaria collezione di automi francesi e tedeschi del XIX secolo.

Se siete da queste parti, fateci un salto a visitare, non ve ne pentirete. Noi siamo passate da essere Gran Dame, Principesse e bambine in una sola giornata… e non c’è niente di più bello che la cultura possa donarti.

 

 

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17 risposte a "I viaggi di Alice e del Cappellaio: La Rocca di Angera"

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  1. Un bel posto incantevole ricco di fascino che merita davvero una bella visita sono sicura che mi piacerà moltissimo e sicuramente piacerà a mia figlia che ha una ricca collezione di bambole in ceramica

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